NUOVI SVILUPPI, LO PNEUMATICO SENZ’ARIA…

15 Luglio 2014

C’aveva pensato Michelin nel 2006 con le gomme Tweel (quelle con cui la NASA dota il Rover lunare) quindi nel 2013 la Bridgestone al Tokyo Motor Show aveva presentato il proprio modello. Di cosa stiamo parlando? Dei pneumatici senza aria. No, non stiamo scherzando, anche perchè se la casa giapponese aveva mostrato solamente dei prototipi, la casa francese aveva creato qualcosa di reale. Giunti nel 2014 è Yokohama a fare la propria mossa in questo settore. Yokohama ha infatti presentato al Salone dell’Auto di Ginevra tenutosi a marzo la propria versione di pneumatico che non necessita di aria. Youmyaku, questo è il nome, sarà l’ultima frontiera nella ricerca di “prodotti sempre più leggeri, resistenti e capaci di eliminare il problema, con i relativi effetti su consumi e prestazioni, della perdita di pressione e gonfiaggio”. Caratteristiche: Questi pneumatici hanno un telaio fatto da una serie di elementi in gomma ammortizzanti, tra cerchione e battistrada, quest’ultimo progettato con una particolare attenzione al fenomeno dell’ aquaplaning: lungo tutta la superficie sono visibili decine di fori che consentono di espellere l’acqua in eccesso, rendendo più sicura la guida sul bagnato. Sono numerose le strade che portano le gomme nel futuro e nelle quali gli ingegneri di tutto il mondo stanno lavorando. Trovare il modo di non dipendere dall’aria è evidentemente uno dei modi per ridurre l’impatto ambientale e i costi: senza problemi di pressione si elimina il problema dei maggiori consumi dovuti alle ruote sgonfie..In poche parole gli pneumatici delle nostre auto stanno per vivere senza aria. O meglio, non ne avranno più bisogno per funzionare. Lo garantisce anche Bridgestone, che entro cinque anni metterà in commercio lo pneumatico «airfree». Per il momento è ancora un prototipo, benché di seconda generazione, ma con capacità di carico e prestazioni di guida già interessanti.

Come si caratterizza uno pneumatico senza aria?

Riduce l’inquinamento:

Può fare a meno dell’aria grazie ad una struttura a raggi in resina termoplastica che collega la parte centrale al battistrada, fornendo il supporto necessario. Conseguenze: non ci sarà più il rischio di forare, né ci si dovrà preoccupare della pressione. Aspetto, quest’ultimo, che dovrebbe avere una positiva ricaduta sull’inquinamento: le gomme sgonfie infatti fanno consumare più carburante e, di conseguenza, aumentano l’emissione di CO2. «Nel 2011, nel mondo, c’erano 6 miliardi di persone e 900 milioni di veicoli – spiega Hiroshi Morinaga, responsabile pianificazione ambientale di Bridgestone in Giappone –. Nel 2050 si stima che arriveremo a 9 miliardi di individui e 2,3 miliardi di veicoli. Il nostro obiettivo è dimezzare da qui a quella data la CO2 prodotta dalle gomme».

Più sostenibili:

Bridgestone promuove gli pneumatici runflat (che consentono di viaggiare anche con una foratura, sia pure a bassa velocità), perché riducono gli scarti e eliminano la necessità della ruota di scorta. Quindi le gomme rigenerate, cioè usate e riportate alle condizioni originarie, o quasi: fanno risparmiare il 68% di materie prime. Infine, lo studio di materiali alternativi per sostituire i componenti più inquinanti con altri sostenibili e rinnovabili, tipo il guayule e il Dente di Leone.

Una filiera sostenibile:

La tecnologia ologica appartiene già al presente: viene infatti applicata all’elettrica Bmw i3. Consiste in pneumatici di maggiore diametro, ma dalla sezione inferiore: si ottengono prestazioni simili a quelle delle gomme normali ma con una minore resistenza aerodinamica ed al rotolamento, quindi producendo consumi di carburante inferiori.

Tuttavia qualche dubbio sorge spontaneo: l’architettura di questa tipologia di pneumatici non comporterebbe la necessità di progettare sospensioni adattate al loro utilizzo? Si potrebbero equipaggiare anche su sportive dure e pure? Con un cerchio piccolo , quali sarebbero le ripercussioni sull’estetica? Quale sarebbe il grado di consumo dell’intelaiatura interna? Costo finale per l’acquirente? Quesiti interessanti, che contribuiscono ad aumentare la curiosità per questo intrigane progetto.

Mada-Smart-Mpu

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