NORME SULLA MOTORIZZAZIONE: RIMANGONO IL PRA E L’IPT, MENTRE SCOMPARE L’IRI, MA NON SOLO.

27 Ottobre 2014

La telenovela riguardante il Pra non ha la minima intenzione di giungere alla fine. La sua abolizione, infatti, sembrava essere stata ormai decisa, e in ben tre occasioni. Ma, ancora una volta, il governo pare avere cambiato idea. E quindi, per l’ennesima volta, il Pra non viene cancellato nonostante fosse nei programmi “renziani” già nella “spending review”, per passare al “decreto legge stabilità”, fino allo “sforbicia Italia”. Nelle idee del governo si parlava di una sparizione del Pra per fare posto al “documento unico” che sarebbe arrivato con l’avvento dell’ “archivio unico”, ovvero la sintesi dello stesso Pra e l’Anv (Archivio Nazionale Veicoli). In quel modo i dati di proprietà dell’auto sarebbero stati ufficializzati nella Carta di circolazione. Visti, quindi, gli ultimi sviluppi, o non sviluppi per essere più precisi, tutto questo passerà nel dimenticatoio e il Pra rimarrà ben saldo al suo posto (in compagnia del Certificato di proprietà). Quest’ultimo Certificato, vale la pena ricordarlo, è un pezzo di carta prettamente italiano che costa agli utenti 43€ in più ad ogni immatricolazione.

  • Ma, non solo non sparirà il Certificato di Proprietà, anche l’Imposta Provinciale di Trascrizione (Ipt) non cesserà di esistere. Questa tassa sarebbe dovuta essere sostituita dalla “Iri” che sarebbe stata pagata solamente in un occasione alla prima immatricolazione ma, come detto, l’Ipt rimane al suo posto.
  • Tra le altre novità annunciate, e poi messe in soffitta, non si può non ricordare anche la norma che consentiva il controllo automatico delle violazioni riguardo l’assicurazione auto. Tutto sparito.

 

  • Tante le cose cancellate, ma ce ne sono anche di confermate. Uno su tutte, ad esempio, lo stop agli Ecoincentivi per il 2015 per l’acquisto di auto alimentate a gas, elettriche o ibride. Si ferma, quindi, il decreto datato 2012 e anche la somma di 40 milioni di euro che sarebbero stati stanziati.

 

  • Un’altra conferma riguarda le auto storiche. D’ora in avanti non si pagheranno le tasse automobilistiche solamente dopo i 30 anni dall’immatricolazione, e non dopo i 20 attuali.

 

Nessuna novità, invece, sul Bollo auto. O meglio, rimane sempre la possibilità per le amministrazioni di incrementarlo fino al 10% annuo.

Mada-Smart-Mpu

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