FERRARI: SE NE VA MONTEZEMOLO MA IL MARCHIO è PRONTO ALLO SBARCO A WALL STREET.

10 Settembre 2014

Non sarà come la caduta del muro di Berlino o come lo sbarco sulla Luna, ma l’addio di Luca Cordero di Montezemolo alla Ferrari è a suo modo un momento storico, quantomeno per il mondo dei motori. Dopo qualcosa come ventitrè anni, dunque, Montezemolo dice addio alla presidenza della Ferrari chiudendo una vera e propria era, nella casa automobilistica più famosa del mondo. Dopo gli spifferi sempre più insistenti che si erano levati durante il Gp di Monza dello scorso weekend, tutto è stato reso noto in maniera molto più rapida del previsto: se ne va Montezemolo ed al suo posto arriva l’amministratore delegato di Fiat Chrysler, Segio Marchionne e tutto avverrà ufficialmente il 13 ottobre alla conclusione dei festeggiamenti per i sessant’anni del “cavallino” negli States. I mercati, appresa questa notizia bomba, hanno risposto in maniera molto positiva, la Borsa infatti ha visto un incremento del titolo Fiat dal 2,14% fino al 7,86%.

“La Ferrari avrà un ruolo importante all’interno del gruppo FCA nella prossima quotazione a Wall Street e si aprirà quindi una fase nuova e diversa che credo sia giusto debba essere guidata dall’amministratore delegato del Gruppo – esordisce Montezemolo – Finisce un’epoca, e ho quindi deciso di lasciare la presidenza dopo quasi 23 anni meravigliosi e indimenticabili, sin da quelli passati a fianco di Enzo Ferrari negli anni Settanta. Il mio ringraziamento va innanzitutto a donne e uomini eccezionali in fabbrica, negli uffici, nei campi di gara, sui mercati di tutto il mondo che sono stati i veri artefici in questi anni della grande crescita dell’azienda, delle tante memorabili vittorie e del successo del marchio diventato grazie a loro uno dei più forti al mondo”. “

La Ferrari è la più bella azienda del mondo e per me è stato un grande privilegio e onore esserne stato il leader – prosegue Montezemolo, che molti danno ora verso la presidenza di Alitalia – Le ho dedicato tutto il mio impegno ed entusiasmo e insieme alla mia famiglia ha rappresentato e rappresenta la cosa più importante della mia vita. Credo di avere dato il mio contributo se penso che quando sono arrivato eravamo in 28 mercati e ora siamo in 62, ma siamo giunti ad un momento di importanza capitale e quindi questa sarà un operazione del grippo verso il futuro”.

Da Montezemolo, dunque, a Marchionne. «Del futuro della Ferrari io e Luca abbiamo discusso a lungo – racconta Marchionne – Come presidente della Ferrari ha portato l’azienda ad un livello tecnologico e organizzativo di eccellenza e ha ottenuto importanti risultati economici. Il nostro comune desiderio di vedere la Ferrari esprimere tutto il suo vero potenziale in pista ci ha portato ad alcune incomprensioni che si sono manifestate pubblicamente nello scorso weekend. Voglio ringraziare personalmente Luca per quanto ha fatto per la Fiat, per la Ferrari e per me».

Ma cosa avverrà esattamente in questa data spartiacque del 13 ottobre? In quella data ci sarà lo sbarco di Fiat Chrysler Automobiles a Wall Street. Proprio per questo i tempi per formalizzare il divorzio erano stretti: bisognava fare chiarezza prima dello sbarco di Fiat Chrysler Automobiles a Wall Street. Per Montezemolo, che ha avuto un ruolo centrale al tavolo con Etihad, sarebbe sempre più probabile la candidatura al vertice della nuova Alitalia. Tra le altre questioni c’era da definire anche l’entità della buonuscita che dovrebbe aggirarsi sui 14 milioni di euro, ma che taluni spostano molto più verso l’alto.

Si chiude dunque l’era Montezemolo, un periodo d’oro sia dal punto di vista sportivo, con i numerosi successi in F1 dell’era Schumacher, sia dal punto di vista economico, dato che i conti sono in ordine e i profitti aumentano anno dopo anno. Allora come si può spiegare questo avvicendamento? Il motivo va cercato a New York, precisamente a Wall Street. Lo sbarco del marchio Ferrari nella borsa americana è stato deciso da Marchionne che, dopo avere preso in mano una Fiat disastrata nel 2005, ora si prepara al grande salto. Presentarsi a questo evento con Fiat, Chrysler e anche Ferrari farà tutta la differenza del mondo. A fianco dei marchi più famosi del mondo, da Toyota a BMW, senza dimenticare la Mercedes, arriva questo gruppo che se sfrutterà tutte le potenzialità potrà regalare grandi sorprese e che offrirà agli investitori parecchio terreno fertile. Gli investitori, specie quelli del 2014 che puntano molto sulle previsioni di guadagno nel mondo hi-tech, non potranno che essere attatti da questo mega-gruppo in chiave italiana. Ecco come si può spiegare questa rivoluzione in casa Maranello, qualcosa di impensabile fino a qualche tempo fa, ma per la quale Montezemolo ha svelato che aveva già deciso di chiudere la sua presidenza nel 2015. A chi si preoccupava per una Ferrari sempre più a stelle e strisce, Marchionne ha tagliato corto: A domanda diretta, risposta diretta: la Ferrari Americana? «Inconcepibile. Montezemolo non ha mai detto che l’azienda sarebbe diventata americana. Il concetto della società americana lo trovo strano anche perchè l’azienda non ha a niente a che fare con l’America, avrà solamente accesso ai mercati americani. L’idea che la Ferrari potrà essere prodotta fuori da questo posto è oscena». Chiusura sulla Formula1, teatro dello scontro più recente tra i due: “La Ferrari ritornerà ai suoi successi – conclude Marchionne – Ripeteremo le nostre vittorie perchè gli ultmi anni sono troppo negativi per un marchio come quello Ferrari”.

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