FCA SMENTISCE: “LA FERRARI NON ANDRA’ ALL’ESTERO”.

12 Dicembre 2014

Era partita una ridda di commenti sul possibile trasferimento di Ferrari all’estero, rilanciato dalle agenzie di stampa italiane dopo una news di Bloomberg, ma l’attesissimo comunicato di Fca, è giunto a spazzare via queste voci. Eccolo: “La stampa ha riferito di voci secondo le quali Ferrari avrebbe allo studio il trasferimento della propria residenza fiscale all’estero. Si tratta di voci prive di fondamento. Non vi è alcun piano o intenzione di trasferire all’estero la residenza fiscale di Ferrari spa – si legge nella nota – né alcun progetto di delocalizzare le sue attività italiane, che continueranno ad essere soggette al regime fiscale italiano”. Come sempre, per una società quotata in borsa, quando escono a livello globale notizie simili, le ripercussioni sono immediate, e talvolta molto pesanti. Per esempio, in borsa, il titolo Fca ha subito due perdite consecutive con chiusura a 9,19 euro, e -6,27% a Piazza Affari, con un minimo vicinissimo alla soglia dei 9 euro, dopo il -6,62% del giorno precedente. Ma, le motivazioni sono diverse da quello che si potrebbe pensare. La doppia caduta, infatti, è dovuta al riallineamento dei corsi azionari sui livelli del prezzo di vendita degli 87 milioni di azioni (più 13 milioni di green shoe), fissato a 11 dollari per azione. A Wall Street  il titolo viaggia sugli 11,34 dollari, e -1,18%. L’ipotesi del trasferimento della sede fiscale della Rossa in Gran Bretagna era rimbalzata direttamente dagli Usa, dov’è in corso il road show di Sergio Marchionne per illustrare ai banchieri d’oltreoceano i vantaggi del bond Fca da 2,5 miliardi $ che verrà emesso entro fine 2014. secondo queste voci, la Ferrari avrebbe dovuto imitare Cnh e Fca ovvero quotazione negli Usa, sede legale in Olanda e quella fiscale in Inghilterra. Scelte finanziarie che, comunque, non avrebbero avuto conseguenze sugli insediamenti produttivi del Cavallino che sarebbero rimasti in Italia. La presa di posizione del Lingotto però chiude la strada a un’ipotesi del genere. Anche perché, a differenza di Fca che vive sulla produzione di massa, Ferrari è un’icona che ha margini di profitto elevatissimi e che non ha certo bisogno dei vantaggi fiscali per fare buoni utili.

 

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